Non sono un guru.
Sono uno che
non ha mai mollato.
La mattina lavoro in magazzino. Il pomeriggio studio e costruisco con l'intelligenza artificiale. In mezzo c'è una storia che non racconto per fare pena, la racconto perché a qualcuno potrebbe servire.
Da dove vengo davvero.
Vengo da oltre vent'anni tra produzione, magazzino, falegnameria e processi operativi. Non dalla Silicon Valley. Non dai convegni. Dal capannone, dove ho imparato come funzionano davvero le cose, non sulla carta, ma con le mani.
Ma c'è un pezzo della mia storia che per anni ho tenuto nascosto, soprattutto al lavoro. Nel 2011 ho ricevuto una diagnosi psichiatrica. Da allora ho conosciuto da vicino una cosa di cui si parla ancora troppo poco: lo stigma. Quello sguardo diverso, le porte che si chiudono, il dover dimostrare il doppio per essere considerato la metà.
Per molto tempo l'ho vissuta come un limite da nascondere. Poi ho deciso di ribaltarla: usarla come risorsa, non come zavorra. Ho collaborato con un'associazione di utenti per la salute mentale, e ho cominciato a raccontare la mia esperienza, non per cercare compassione, ma per dire a chi sta male che si può costruire qualcosa lo stesso.
Perché è esattamente quello che ho fatto.
L'intelligenza artificiale non è stata un hobby. È stato lo strumento con cui, partendo da un capannone e da una diagnosi, mi sono costruito una seconda vita, un pezzo alla volta.
Nel 2023 ho iniziato a studiare l'IA dopo ogni turno, sul divano, con il telefono in mano. Ho sbagliato tanto. Ho imparato ancora di più. Non avevo un background tecnico, non venivo da informatica. Avevo solo una cosa: la testardaggine di chi è abituato a non mollare quando qualcosa è difficile.
Oggi ho pubblicato 12 libri, di cui 6 sull'intelligenza artificiale. Costruisco strumenti pratici, scrivo guide, e racconto tutto quello che imparo, errori inclusi. Ho trasformato quella che sembrava una debolezza nel motore di tutto.
Questa resilienza me l'hanno riconosciuta anche professionisti del settore. Ma a me non interessa l'etichetta. Mi interessa una cosa sola: essere la prova vivente che non bisogna mollare mai, qualunque sia il punto da cui parti.
Le tappe vere.
– oggi
– 2025
Lavori, hai poco tempo, e vuoi capire come usare davvero l'IA, senza perdere ore dietro strumenti inutili. O magari hai solo bisogno di sentirti dire che si può, nonostante tutto. Da qualsiasi punto tu parta, c'è qualcosa che fa per te.
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