maggio 15, 2026 ·

3 processi che una piccola azienda può automatizzare oggi con l'IA

Lavoro in magazzino. Conosco di persona la realtà delle piccole aziende venete — quelle vere, non quelle dei convegni. Officine meccaniche, falegnamerie, ditte di trasporti, artigiani, piccoli commercianti. Aziende dove il titolare risponde alle email tra una saldatura e l'altra, fa i preventivi la sera, paga i fornitori il sabato mattina.

Quando si parla di intelligenza artificiale, la frase che sento più spesso è: "L'IA è roba per le multinazionali."

Non è vero. Le multinazionali hanno consulenti che parlano per ore, integrazioni complesse, costi alti. Le piccole aziende possono partire oggi, gratis, con strumenti che già funzionano in italiano e che chiunque può imparare in un pomeriggio.

In questo articolo ti mostro tre processi concreti — quelli che vedo ogni giorno nelle aziende come quella in cui lavoro — che si possono automatizzare adesso, senza investimenti e senza consulenti.

Prima di tutto: cosa cambia davvero

Una premessa importante, perché qui si confondono spesso le idee.

L'IA non sostituisce il titolare. Lo libera dalle attività ripetitive così può dedicarsi a quelle che richiedono davvero la sua testa — clienti importanti, decisioni strategiche, persone da formare.

L'obiettivo non è fare le stesse cose più velocemente. È smettere di fare cose che non dovrebbero più mangiarti il tempo. Tieni a mente questo principio mentre leggi il resto.

Processo 1 — Risposte alle email ricorrenti

Ogni piccola azienda riceve email simili ogni settimana. "Avete in pronta consegna il pezzo X?", "Mi mandate il preventivo per Y?", "Quando passate a ritirare?" — domande che richiedono risposte simili ogni volta, ma che il titolare deve scrivere a mano, una per una, perdendo tempo prezioso.

Come automatizzare: Usa Gemini o ChatGPT come "assistente bozza". Crei una volta sola 5-6 template per le risposte ricorrenti (preventivo, disponibilità, conferma appuntamento, sollecito, ringraziamento). Quando arriva un'email simile, copi il testo nel tool e scrivi: "Rispondi a questa email usando il template X, personalizzandola con questi dati". In trenta secondi hai la risposta pronta, professionale, personalizzata.

~5 ore a settimana risparmiate in media. Sono 240 ore l'anno da rimettere su attività che generano valore vero.

Processo 2 — Preventivi standard e descrizioni prodotto

Ogni officina, falegnameria, ditta artigiana fa decine di preventivi al mese. Spesso simili tra loro. Spesso scritti la sera, di corsa, con la sensazione di rifare ogni volta lo stesso lavoro.

Lo stesso vale per le descrizioni prodotto. Chi vende online o ha un catalogo sa quanto tempo costa scrivere descrizioni decenti per ogni articolo — e quante volte si rinuncia, lasciando il sito con descrizioni vuote o pessime.

Come automatizzare: Crea un template di preventivo "tipo" con tutte le voci ricorrenti. Quando ne devi fare uno nuovo, dai all'IA i dati specifici del cliente (lavorazione richiesta, materiali, tempi stimati, prezzo) e chiedile di compilare il preventivo in tono professionale. Stesso processo per le descrizioni prodotto: fornisci 4-5 caratteristiche tecniche, l'IA scrive una descrizione completa, ottimizzata, pronta da pubblicare.

~70% di tempo in meno per ogni preventivo. Più tempo per parlare con i clienti che contano, meno per scrivere documenti che oggi puoi delegare.

Processo 3 — Contenuti social e comunicazione

Tante piccole aziende sanno che dovrebbero essere presenti su Facebook, Instagram, LinkedIn — ma non hanno tempo, idee, o un grafico in azienda. Risultato: pagine ferme da mesi, comunicazione assente, opportunità mancate.

Il problema non è la volontà. Il problema è che nessuno ti ha mai mostrato un metodo sostenibile per chi lavora dodici ore al giorno.

Come automatizzare: Una volta al mese, dedica un'ora con Gemini o Claude per pianificare 8-10 post. Uno per ogni lavorazione tipica, qualche storia dal capannone, qualche consiglio pratico per i clienti. Per le immagini, Canva AI genera grafiche in linea con il tuo stile in pochi minuti. Poi programmi tutto su Meta Business Suite — gratis — e per un mese sei a posto.

1 ora al mese per gestire tutta la comunicazione social. Visibilità che porta clienti nuovi, senza pagare un'agenzia.

Una regola che vale per tutto

Non provare ad automatizzare tutto in una volta. È l'errore più comune e quello che fa fallire la maggior parte dei tentativi.

Inizia da un solo processo — quello che ti fa perdere più tempo questa settimana. Padroneggialo per due settimane. Poi passa al successivo. Tre processi automatizzati in sei settimane valgono più di dieci tentativi falliti in un mese.

Quanto costa iniziare

Zero, o quasi.

Gemini, ChatGPT, Claude hanno tutti versioni gratuite più che sufficienti per partire. Canva AI è incluso nel piano gratuito di Canva. Meta Business Suite è gratis.

L'unico investimento serio è il tempo per imparare. Due o tre ore concentrate per ogni strumento, una sera, sul divano, con il telefono in mano. Niente di più. Se ce l'ho fatta io a impararli dopo il turno, può farcela chiunque.

Il vantaggio nascosto delle PMI italiane

Le piccole aziende venete hanno un vantaggio enorme sulle multinazionali, e quasi nessuno lo dice: la velocità di decisione.

Una multinazionale per integrare l'IA fa riunioni per sei mesi, coinvolge tre dipartimenti, scrive policy interne, fa firmare carte. Un piccolo imprenditore decide stasera e parte domani mattina.

Questa è la nostra arma. Non sprechiamola pensando di essere indietro — siamo in vantaggio. Basta partire.

Se vuoi approfondire

Se questo articolo ti è stato utile e vuoi un percorso più strutturato, ho scritto una guida pratica su come costruire sistemi IA che lavorano per te — La Trilogia dell'Efficienza. È pensata per chi vuole passare dall'uso occasionale dell'IA a un metodo strutturato.

Leggi La Trilogia dell'Efficienza su Amazon →

Se invece preferisci partire dalle basi, c'è Gemini per Principianti, la guida in italiano per chi si avvicina all'IA da zero.


Sebastiano Guglielmi lavora part-time in magazzino. Il pomeriggio studia e applica l'intelligenza artificiale. Sul blog condivide quello che funziona e quello che non funziona, senza fuffa.

maggio 14, 2026 ·

Cosa ho capito sull'IA lavorando su pallet e turni da 4 ore

Mi chiamo Sebastiano. Lavoro in un magazzino della zona industriale tra Lonigo e Vicenza dal 2004.

Ogni mattina metto la tuta, spingo un transpallet, smisto pallet, scansiono codici. Quattro ore. Poi torno a casa.

Nel pomeriggio e la sera — studio l'intelligenza artificiale.

Questo post non è un tutorial. È quello che ho capito davvero su me stesso, sul lavoro e sull'IA — da dentro un capannone.

Come è iniziato

Era il 2023. Sentivo parlare di ChatGPT ovunque — in televisione, sul telefono, nei gruppi WhatsApp. Tutti dicevano che avrebbe cambiato tutto. Che avrebbe tolto il lavoro a milioni di persone.

Pensavo: "Non riguarda me. Io sposto pallet."

Poi una sera, per curiosità, ho aperto il browser e ho iniziato a scrivere. Ho fatto una domanda semplice. E quello strumento mi ha risposto in modo che non mi aspettavo — chiaro, diretto, utile.

Da quella sera non ho più smesso.

Non perché sia diventato un appassionato di tecnologia. Ho smesso di smettere perché ho capito che stavo guardando qualcosa di raro: uno strumento che livella il campo da gioco.

Per la prima volta nella mia vita avevo accesso agli stessi strumenti di un consulente, di un manager, di un professionista con laurea e ufficio. Gratis. Dal telefono. Dopo il turno.

Le quattro cose che ho capito davvero

Non sto parlando di teorie. Sto parlando di cose che ho capito mentre caricavo un camion o aspettavo che finisse un turno.

1. Il titolo di studio non conta più quanto prima

Ho la licenza media. Non ho mai fatto l'università. Per vent'anni questo ha definito un soffitto — implicito ma reale. L'IA non mi chiede il curriculum. Mi chiede cosa voglio fare. È la prima volta che mi trovo su un campo da gioco più equilibrato.

2. Il lavoro manuale insegna cose che la teoria non insegna

Vent'anni in magazzino mi hanno insegnato i processi reali, i colli di bottiglia, gli errori che si ripetono, le soluzioni che funzionano sul campo. Quando studio l'IA, vedo applicazioni concrete che chi viene da un ufficio non vede. La mia esperienza è un asset — non un limite.

3. Costanza batte intensità, sempre

Non ho weekend lunghi dedicati allo studio. Ho il pomeriggio e la sera, quasi ogni giorno. Un'ora regolare per trecento giorni vale più di un corso intensivo di una settimana seguito da tre mesi di niente. Il magazzino me lo ha insegnato: è il lavoro costante che muove i pallet — non gli sprint.

4. La storia autentica è il miglior contenuto

Quando scrivo di IA partendo dal capannone, le persone si riconoscono. Non nel lusso, non nella carriera da copertina — nella fatica ordinaria, nella voglia di fare qualcosa di diverso, nella scelta di non aspettare che qualcuno ti dia il permesso. Quella storia sono io. Ed è il mio vantaggio differenziante.

Perché lo racconto

Non scrivo questo blog per dimostrare qualcosa. Non ho niente da dimostrare.

Lo scrivo perché so che ci sono migliaia di persone come me — operai, artigiani, lavoratori manuali, gente senza laurea ma con vent'anni di esperienza reale sul campo — che guardano l'IA da lontano pensando che non faccia per loro.

Fa per loro. Fa per noi. Forse più che per chiunque altro. Perché noi sappiamo cosa significa lavorare davvero. E uno strumento che amplifica il lavoro reale, nelle mani di chi il lavoro reale lo conosce, diventa qualcosa di potente.

Non lavorare per l'eternità.
Costruisci un'eternità che lavori per te.

Da dove puoi iniziare anche tu

Non ti chiedo di diventare un esperto di IA. Ti chiedo di aprire un browser e fare una domanda. Una. Quella che hai in testa adesso.

Se non sai da dove cominciare, ho scritto una guida pensata esattamente per chi parte da zero — senza esperienza tecnica, senza gergo, con esempi pratici che chiunque può seguire. Si chiama Gemini per Principianti. È la guida che avrei voluto avere quando ho iniziato io.

Leggi Gemini per Principianti su Amazon →


Sebastiano Guglielmi lavora part-time in magazzino. Il pomeriggio studia e applica l'intelligenza artificiale. Sul blog condivide quello che funziona e quello che non funziona, senza fuffa.

maggio 13, 2026 ·

Il metodo che uso per non perdere tempo con gli strumenti AI sbagliati

Esistono centinaia di strumenti AI. Ogni settimana ne escono di nuovi. Tutti promettono di cambiarti la vita, farti risparmiare ore, renderti più produttivo.

Io lavoro part-time in magazzino. Ho il pomeriggio e la sera per studiare. Non posso permettermi di sprecare tempo su strumenti che non funzionano per me. Così ho costruito un filtro. Da quando lo uso, ho smesso di inseguire ogni novità e ho iniziato a costruire un sistema che funziona davvero.

Il problema: troppa scelta paralizza

La prima trappola di chi inizia con l'IA è provarle tutte. Un giorno Gemini, il giorno dopo ChatGPT, poi Perplexity, poi Notion AI, poi Claude, poi un tool per le immagini, poi uno per i video. Risultato: niente padronanza su niente.

L'ho fatto anche io. Ho perso settimane a testare strumenti che alla fine non mi servivano. Poi ho capito una cosa semplice: uno strumento AI che non risolve un problema concreto mio è solo rumore di fondo.

Non scegliere uno strumento AI senza prima avere un problema da risolvere.

Il filtro in tre domande

Ogni volta che scopro un nuovo strumento AI, prima di aprirlo mi faccio tre domande. Se non riesco a rispondere a tutte e tre, lo lascio perdere.

1. Quale problema risolve nella mia vita reale?

Non in astratto. Non "potrebbe essere utile per". Un problema specifico, concreto, che ho oggi. Se non lo trovo, lo strumento non è per me — almeno non adesso.

2. Quanto tempo mi costa impararlo rispetto a quanto me ne risparmia?

Lavoro quattro ore al mattino in magazzino. Ho il pomeriggio e la sera liberi — ma quel tempo vale oro e non voglio sprecarlo su strumenti che non rendono. Il ritorno deve essere rapido e misurabile.

3. Posso integrarlo in qualcosa che già faccio?

Il miglior strumento è quello che si innesta in un processo che esiste già — non quello che richiede di costruire un processo nuovo da zero. Meno attrito, più adozione reale.

I quattro strumenti che uso davvero

Dopo mesi di test, il mio stack si è stabilizzato su quattro strumenti. Ognuno ha un ruolo preciso. Nessuno si sovrappone all'altro.

Gemini (Google)

Uso: scrittura, ricerca, pianificazione settimanale.
Gratuito, integrato con Google, risponde in italiano senza problemi. È il mio strumento principale per il blog e per organizzare le idee dopo il turno.

Claude (Anthropic)

Uso: analisi, testi lunghi, ragionamento strategico.
Quando ho bisogno di pensare in modo strutturato su un problema complesso o di scrivere contenuti che richiedono profondità, Claude è quello che usa il ragionamento migliore.

NotebookLM (Google)

Uso: studio di documenti, libri, articoli tecnici.
Carico i materiali che devo studiare e ci dialogo sopra. È come avere un professore privato disponibile alle dieci di sera dopo il turno. Imparo il doppio in metà del tempo.

Canva AI

Uso: visual per blog e social, copertine libri.
Non sono un grafico. Canva AI mi permette di creare visual decenti in pochi minuti senza conoscere Photoshop. "Abbastanza buono" è meglio di "perfetto mai fatto".

Come aggiungo un nuovo strumento al sistema

Quando voglio integrare qualcosa di nuovo nel mio stack, seguo una regola semplice: trenta minuti di test, un caso d'uso concreto, una settimana di utilizzo reale.

Se dopo una settimana non lo sto usando spontaneamente — senza dovermi ricordare di farlo — lo tolgo. Non è per me, almeno non ora. Lo tengo in lista e ci ritorno quando il mio bisogno cambia.

Questo approccio mi ha salvato da decine di strumenti inutili e mi ha permesso di diventare davvero bravo sui quattro che uso. La profondità batte sempre l'ampiezza.

Il punto chiave

Non è lo strumento che fa la differenza. È il sistema in cui lo inserisci. Un martello in mano a chi non sa cosa costruire è solo un peso. Lo stesso strumento in mano a chi ha un piano diventa un moltiplicatore.

Costruisci prima il piano. Poi scegli gli strumenti.

Se vuoi approfondire

Se ti interessa il sistema completo che uso per integrare l'IA nel lavoro quotidiano, l'ho descritto in GEMINI NEXUS: come usare l'IA per prendere decisioni più veloci e costruire un metodo strutturato.

Leggi GEMINI NEXUS su Amazon →


Sebastiano Guglielmi lavora part-time in magazzino. Il pomeriggio studia e applica l'intelligenza artificiale. Sul blog condivide quello che funziona e quello che non funziona, senza fuffa.

maggio 11, 2026 ·

Gemini 2.0 Flash: cosa fa davvero e come lo userei in magazzino

Lavoro in un magazzino dal 2004. Pallet, transpallet, bolle di consegna, scansioni. Turni che iniziano quando fuori è ancora buio.

Non sono un ingegnere. Non ho una laurea in informatica. Eppure ogni giorno, finito il turno, studio l'intelligenza artificiale. E te lo dico subito: non lo faccio per sembrare interessante. Lo faccio perché ho capito che chi impara a usare questi strumenti adesso, nei prossimi anni avrà un vantaggio reale su chi aspetta.

Oggi ti parlo di Gemini 2.0 Flash, il modello AI di Google. Senza tecnicismi. Con esempi che capisce anche chi non ha mai toccato uno strumento AI in vita sua.

Cos'è Gemini 2.0 Flash, in parole normali

Gemini 2.0 Flash è un'intelligenza artificiale sviluppata da Google. Puoi parlarci per iscritto — o anche a voce — e lui risponde.

"Flash" non significa che fa le cose a caso. Significa che è veloce e leggero: pensato per rispondere in fretta, consumare meno risorse, essere accessibile anche su dispositivi normali.

In pratica: è come avere un assistente molto sveglio sempre disponibile, che non si stanca, non si distrae, non sbaglia per stanchezza.

Cosa sa fare

  • Risponde a domande in linguaggio normale
  • Riassume documenti lunghi in pochi punti
  • Scrive testi, email, report da istruzioni semplici
  • Traduce, corregge, riformula
  • Analizza immagini e ti dice cosa vede
  • Ragiona su problemi e propone soluzioni

Non è magico. Ma è sorprendentemente utile — se sai cosa chiedergli.

Come lo userei in magazzino

Questa è la domanda che mi faccio sempre quando studio uno strumento nuovo: "Come lo userei io, nella mia realtà?" Ecco quattro casi concreti.

Gestione delle anomalie

Arriva una bolla con dati mancanti o un codice che non torna. Con Flash, descrivo l'anomalia e ricevo subito una checklist di controllo. Meno attese, meno errori.

Comunicazioni interne

Segnalazioni al responsabile, note per il cambio turno, riepiloghi di giacenza. Flash le scrive in un minuto, partendo da pochi appunti miei.

Formazione rapida

Arriva un collega nuovo. Invece di spiegare tutto a voce, uso Flash per creare una mini-guida sulle procedure del reparto. Chiara, ordinata, sempre disponibile.

Normative e sicurezza

Procedure di stoccaggio, aggiornamenti normativi che nessuno ha tempo di studiare. Flash li riassume in punti pratici in pochi secondi.

Come iniziare, senza perdersi

Non serve installare nulla. Vai su gemini.google.com, accedi con un account Google e inizia a scrivere.

Trattalo come un collega sveglio che non conosce ancora il tuo contesto. Più gli spieghi chi sei e cosa ti serve, meglio risponde.

Esempio di prompt pratico

"Sono un operatore di magazzino. Ho bisogno di scrivere una segnalazione al responsabile su un errore di carico avvenuto stamattina. Ecco i dettagli: [scrivi i dettagli]."

Risultato: una segnalazione chiara, professionale, pronta in trenta secondi.

Gemini 2.0 Flash non ti sostituirà. Ma chi lo usa bene farà le stesse cose in meno tempo — e userà quel tempo per fare cose più importanti.

Prossimo passo

Ho iniziato così. Uno strumento alla volta, una sera alla volta. Se sei agli inizi, Gemini per Principianti è la guida pensata esattamente per chi parte da zero.

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Sebastiano Guglielmi lavora part-time in magazzino. Il pomeriggio studia e applica l'intelligenza artificiale. Sul blog condivide quello che funziona e quello che non funziona, senza fuffa.

maggio 10, 2026 ·

Come Gemini ha riscritto il mio modo di pianificare la settimana lavorativa

Come Gemini ha riscritto il mio modo di pianificare la settimana lavorativa
◈   Tool  ·  13 Maggio 2026  ·  7 min di lettura

Come Gemini ha riscritto
il mio modo di pianificare
la settimana lavorativa

Tool Gemini AI Produttività Protocollo NEXUS

Per anni ho gestito la mia settimana con un foglio A4 e la memoria. Funzionava abbastanza, finché non ho scoperto che Gemini poteva fare quello che io facevo in un’ora, in cinque minuti — e meglio.

01
Il problema

Il lunèdì mattina alle 5:45

Lavoro in logistica dal 2004. Ogni lunèdì mattina, ancora prima di timbrare il cartellino, mi ritrovavo a fare mentalmente la lista di tutto quello che avrei dovuto gestire nella settimana: i turni, le consegne, le riunioni, i fornitori da richiamare, lo studio serale, il blog da aggiornare. Una roba sola a tenerla in testa è fattibile. Cinque robe diverse, più il lavoro ordinario, diventano un caos silenzioso che ti consuma energia già prima di iniziare.

Non sto parlando di disorganizzazione. Sto parlando di carico cognitivo — quella cosa che ti fa finire una giornata di lavoro fisicamente e mentalmente svuotato, senza aver combinato quello che davvero volevi combinare.

La mia soluzione era un taccuino. Poi un’app di note. Poi un foglio Excel. Poi di nuovo il taccuino. Niente funzionava davvero, perché il problema non era lo strumento — era il processo.

02
La svolta

La prima volta che ho chiesto aiuto a una macchina

Era un domenica sera. Avevo in testa almeno dodici cose da fare quella settimana, più tre urgenze al lavoro e due capitoli da studiare. Ho aperto Gemini — non con grandi aspettative — e ho scritto tutto quello che mi girava in testa, in ordine sparso, senza punteggiatura.

Quello che ha fatto Gemini non era magia. Era semplicemente quello che avrei dovuto fare io — ma con la lucidezza che a fine domenica non ho più.

— Sebastiano Guglielmi

In due minuti avevo una settimana strutturata: priorità divise per contesto (lavoro / studio / blog), blocchi orari realistici, e tre cose che potevo tranquillamente spostare alla settimana dopo senza perdere niente di importante. Una chiarezza che di solito mi costa un’ora di riflessione.

03
Il metodo

Come lo faccio ogni domenica sera

Dopo qualche mese di tentativi, ho trovato un flusso che funziona. Non è complicato — è ripetibile, e questo è ciò che conta.

  • 01

    Scarico mentale grezzo. Scrivo tutto quello che ho in testa — lavoro, vita, blog, libri — in un messaggio unico a Gemini. Niente filtri, niente ordine. Come parlerei con me stesso.

  • 02

    Chiedo struttura. Gemini riorganizza per priorità e contesti: cose che posso fare solo io, cose che posso delegare o automatizzare, cose che non sono urgenti come pensavo.

  • 03

    Chiedo un piano realistico. Non un calendario perfetto — uno che tenga conto dei miei turni, della mia stanchezza serale, e del fatto che qualcosa andrà storto.

  • 04

    Salvo il risultato. Copio il piano in un documento semplice. Lunedi mattina lo rileggo. Venerdì sera lo confronto con quello che è successo davvero.

◈   Il prompt che uso ogni domenica

Non un prompt generico — uno adattato alla mia situazione reale. Puoi copiarlo e modificarlo con le tue variabili:

Sei il mio assistente di pianificazione settimanale. Ho i seguenti impegni e attività per questa settimana: [lista grezza di tutto quello che ho in testa] Turni di lavoro: [inserisci i tuoi] Ore disponibili per studio/blog: [sera, weekend] Obiettivo prioritario della settimana: [uno solo] Organizza queste attività in un piano settimanale realistico. Indica cosa fare ogni giorno, cosa può aspettare e cosa eliminare. Sii diretto, senza fronzoli.
04
I risultati

Cosa è cambiato concretamente

Non voglio esagerare, quindi ti dico solo i fatti. Negli ultimi quattro mesi in cui uso questo metodo ogni domenica:

  • Ho pubblicato più post rispetto ai quattro mesi precedenti, con meno stress e meno domeniche sera a fissare il cursore lampeggiante.

  • Ho smesso di portarmi il lavoro mentale in fabbrica. Quando arrivo, so già cosa devo fare. Il cervello non deve ricominciare da zero ogni mattina.

  • Ho scritto e pubblicato tre libri mantenendo un lavoro a tempo pieno. Non l’avrei fatto senza un sistema che mi aiutasse a trovare il tempo dove non pensavo di averlo.

L’IA non mi ha dato più ore. Mi ha aiutato a usare quelle che avevo già — meglio.

— Sebastiano Guglielmi
05
Per iniziare

Non serve essere esperti. Serve iniziare.

La cosa che mi veniva chiesta più spesso era: “Come faccio a iniziare con Gemini se non ho nessuna base tecnica?” Ho risposto a questa domanda nel mio primo libro — scritto proprio per chi parte da zero, senza gergo e senza presupposti.

Non è un manuale tecnico. È una guida pratica per chi, come me, ha poco tempo e vuole risultati concreti. In poche ore hai in mano uno strumento che molti già usano ogni giorno senza saperlo.

Gemini per Principianti
01  ·  Il punto di partenza Gemini per Principianti

La guida in italiano per chi parte da zero. Senza gergo tecnico, senza presupposti. Tutto quello che ti serve per iniziare davvero.

Voglio iniziare con Gemini  →
Sebastiano Guglielmi
Sebastiano Guglielmi Operaio · Autore · Studioso di IA · Vicenza

Dal 2004 lavoro come operaio addetto alla logistica. Nel tempo libero studio come l’Intelligenza Artificiale può automatizzare i processi delle piccole e medie imprese — e lo racconto qui, per chi viene dal lavoro vero.

maggio 09, 2026 ·

Ho scritto un libro. Non per vantarmi. Per non dimenticare da dove sono partito.


Qualche settimana fa, seduto al solito tavolo del bar vicino alla zona industriale di Lonigo — cappuccino, brioches, e quel rumore di fondo di camion che manovrano sul piazzale — ho finito di scrivere l'ultimo capitolo di NEXUS — La Trilogia dell'Efficienza.

Ho chiuso il file. Ho guardato fuori. E mi sono ricordato di un imprenditore che avevo conosciuto qualche anno prima, un signore di sessantadue anni, meccanica di precisione a Montebello, sei milioni di fatturato. Me l'aveva detta con una semplicità che mi era rimasta conficcata dentro:

"Sebastiano, non riesco a fare la mammografia di controllo a mia moglie perché se manco quattro ore in azienda, trovo due commesse in ritardo."

Non era una lamentela. Era una constatazione. Aveva costruito, in quarant'anni di lavoro onesto e duro, una macchina straordinaria. Che però non riusciva ad andare avanti senza di lui nemmeno un pomeriggio.

Quel momento è stato il primo mattone di NEXUS.


Cos'è NEXUS — La Trilogia dell'Efficienza (e cosa non è)

Prima di tutto, voglio essere chiaro su una cosa: NEXUS non è un libro sull'Intelligenza Artificiale nel senso che intendete di solito.

Non troverete spiegazioni tecniche sui modelli linguistici. Non troverete confronti tra tool. Non troverete la solita lista di "10 prompt magici per risparmiare tempo".

NEXUS è un Protocollo. È un metodo. È il manuale operativo per trasformare un'azienda — anche la vostra, anche quella con il vostro cognome sull'insegna — da organismo biologicamente dipendente da una singola persona, a sistema autonomo che produce valore anche quando voi non ci siete.

Dico "biologicamente dipendente" e lo dico di proposito. Perché il problema dell'imprenditore vicentino medio non è la mancanza di talento. Il problema è che il talento è intrappolato in lui, e non riesce a uscire, a moltiplicarsi, a sopravvivergli. Ogni decisione passa da lui. Ogni urgenza richiede la sua presenza. Ogni problema si risolve solo con la sua voce.

Questo non è potere. È una prigione molto ben arredata.


Il percorso dei 10 capitoli

Ho scritto NEXUS come si costruisce un capannone: una pietra alla volta, con un ordine preciso.

Si parte dal Manifesto dell'Architetto — la filosofia che sta dietro al metodo. Si passa attraverso il Distacco Biologico, la Memoria Centrale (il Vault digitale della vostra azienda), l'Automazione Decisiva, la Guerra di Mercato, l'Architettura della Crisi, la Logistica Invisibile, le Risorse Sintetiche, la Stirpe del Codice — che è il capitolo sul passaggio generazionale, quello che fa sedere dritti sulla sedia a molti imprenditori del Nord-Est — e infine il capitolo conclusivo: Sii il Nexus.

Ogni capitolo è una pietra. Tutte insieme costruiscono qualcosa di nuovo: non solo un'azienda più efficiente, ma un modo diverso di stare dentro al proprio lavoro.

Meno ore parcheggiate nell'urgente. Più tempo per il futuro.


Perché lo sto pubblicando adesso

Perché il momento è questo.

Il 2026 è l'anno in cui la maggior parte delle aziende — anche quelle del nostro distretto, anche le più solide — si stanno accorgendo che qualcosa è cambiato in modo permanente. La velocità del mercato ha superato la velocità dell'uomo. E chi ancora oggi si affida solo al proprio "occhio del padrone" per tenere tutto sotto controllo, sta correndo su un tapis roulant: molta energia, zero metri guadagnati.

Mentre voi correte, qualcuno in Baviera, a Shenzhen o nella Silicon Valley è già salito su un drone. Sta sorvolando il vostro stesso campo, da cinquecento metri di altezza.

NEXUS è il manuale per costruire il vostro drone.


Dov'è disponibile adesso — e cosa arriva presto

NEXUS — La Trilogia dell'Efficienza è disponibile adesso in formato ebook su Amazon Kindle — link qui sotto.

Nei prossimi giorni arriva anche la versione cartacea, sia con copertina flessibile che con copertina rigida. Per chi — come me — preferisce ancora avere un libro vero tra le mani, con la matita per segnare le frasi, e magari con l'angolo della pagina piegato nei punti che fanno più male.

Perché alcune cose si capiscono meglio quando le tocchi.


Una cosa sola, prima di lasciarvi

Alla fine del libro ho scritto una frase che, rileggendola, mi sembra ancora quella giusta:

«Non lavorare per l'eternità. Costruisci un'eternità che lavori per te.»

Se qualcosa di quello che avete letto fin qui vi ha fatto venire in mente il vostro lunedì mattina, la vostra domenica pomeriggio passata al telefono, il peso di quelle insegne con il vostro cognome — allora NEXUS è scritto per voi.

Non vi prometto miracoli. Vi prometto un metodo. E vi prometto che se lo applicate con onestà, qualcosa cambia. L'ho vissuto sulla mia pelle.

Il libro funziona da solo. La consulenza NEXUS è il moltiplicatore.

Buona lettura.

Sebastiano

👉 Leggi NEXUS su Amazon

📩 Per la consulenza: sebastianoguglielmi@yahoo.it


Condividi questo post se conosci un imprenditore che merita di leggerlo.

maggio 03, 2026 ·

Come ho ridisegnato il mio blog con Gemini


Domenica, 3 Maggio 2026

Buona domenica a tutti.

Oggi, nel silenzio di questa giornata di riposo, lontano dal ritmo serrato del magazzino, mi sono fermato a osservare la mia "casa digitale". Vedere sebastianoguglielmi.blogspot.com con questa nuova veste mi dà una soddisfazione simile a quella che provo quando, a fine turno, vedo ogni collo al suo posto e la logistica gira come un orologio.

Molti di voi mi hanno chiesto come io sia riuscito a trasformare un semplice template di Blogger in un ambiente così moderno e "Nexus". La verità è che non sono web designer professionista; ho semplicemente applicato la stessa precisione che uso nel mio lavoro, facendomi aiutare da un alleato straordinario: Gemini.

Questione di logistica digitale

In magazzino, se non sai dove mettere la merce, crei confusione. Sul web è lo stesso. Volevo un’estetica che riflettesse la collana Nexus: pulita, organizzata e professionale. Ma le mie mani sono abituate a spostare colli e gestire spedizioni, non a scrivere stringhe di codice.

È qui che è entrata in gioco la simbiosi con il Canvas di Google Gemini. È stato come avere un supervisore esperto al mio fianco:

  • Io fornivo la visione: "Gemini, voglio che il blog trasmetta fiducia. Usiamo un blu profondo e dei dettagli verde acido che diano una scossa elettrica al design."

  • Lui gestiva lo 'smistamento' del codice: Mi ha spiegato come modificare il CSS, dove inserire gli stili e come correggere gli errori di visualizzazione.

Un piccolo tutorial per i vostri progetti

Se questa domenica volete mettere ordine in un vostro progetto, non serve essere esperti. Ecco il mio metodo da magazziniere prestato alla tecnologia:

  1. Date indicazioni chiare: Proprio come un'etichetta su un pacco. Ho detto a Gemini: "Vorrei che le intestazioni dei post fossero più grandi e moderne". Non serve il linguaggio tecnico, basta la chiarezza.

  2. Procedete per settori: Non cambiate tutto insieme. Sistemate prima il menu, poi i colori, poi i font. Un passo alla volta, come si svuota un carico pesante.

  3. Chiedete il 'perché': Ogni volta che Gemini mi dava un codice, gli chiedevo di spiegarmi a cosa servisse. Imparare il funzionamento degli strumenti è ciò che ci rende davvero padroni del nostro lavoro.


Dagli scaffali alla Simbiosi

Sistemare questo blog mi ha insegnato che non importa da dove parti — che tu sia in un magazzino a Lonigo o in un ufficio in centro — la tecnologia è la grande livellatrice. Se hai l'umiltà di chiedere e la costanza di provare, puoi costruire qualcosa di incredibile.

Oggi il mio blog non è solo un sito; è la prova che la Simbiosi Artificiale non è una teoria per pochi eletti, ma uno strumento pratico per chiunque abbia voglia di evolversi.

Vi auguro una domenica serena, possibilmente senza pensieri per il lunedì, godendovi i frutti del vostro impegno.

Sebastiano

maggio 02, 2026 ·

Il Muscolo della Volontà: L’Eredità di Alex Zanardi

2 Maggio 2026

È un sabato strano. Niente sveglia all'alba per il turno in fabbrica, niente rumore di macchinari. Eppure, il silenzio di oggi è interrotto da una notizia che toglie il fiato: Alex ci ha lasciati.

Da sportivo, ho sempre guardato a Zanardi come alla prova vivente che il corpo è solo un guscio, mentre è la mente a decidere la velocità. Da operaio che combatte ogni giorno con la propria storia e le proprie sfide, ho visto in lui il capitano di un esercito silenzioso: quello di chi non accetta di essere definito dalle proprie cicatrici.

La Resilienza non è un tasto "Reset"

Spesso, nel mio lavoro con l’IA, parliamo di sistemi resilienti. Ma Alex era un'altra cosa. Lui era la resilienza fatta di sangue, sudore e quel sorriso che sembrava sfidare le leggi della fisica. Non si è limitato a "resistere" alla sfortuna; ha preso i cocci della sua vita e ne ha fatto un capolavoro di ingegneria umana.

L'ho sempre sentito vicino. Quando nel 2011 ho ricevuto la mia diagnosi, quando la solitudine picchiava forte, o quando i turni in fabbrica sembravano svuotare ogni sogno, pensavo a lui. Pensavo che se Alex poteva correre e vincere senza gambe, io potevo sicuramente difendere il mio posto nel mondo e costruire la mia visione.

Cosa ci resta, ora che il traguardo è tagliato

Oggi non voglio parlare di tecnologia. Voglio parlare di quella forza grezza che ti spinge a fare un altro metro quando tutto dice "fermati".

  • La lezione di Alex: Non è quello che perdi a contare, ma quello che decidi di fare con ciò che ti resta.

  • Il valore dello sport: Lo sport mi ha insegnato la disciplina, Alex mi ha insegnato la dignità di fronte all'impossibile.

  • L'identità: Puoi indossare una tuta blu in fabbrica o una tuta ignifuga in un abitacolo, ma resti un gigante solo se la tua volontà non conosce la parola "resa".

L'Ultima Curva

Alex ha girato il cucchiaino nello zucchero della vita fino all'ultimo istante. Ha trasformato il dolore in energia cinetica.

Oggi, in questo sabato di riposo forzato dal dolore, faccio un patto con me stesso e con chi mi legge: onoreremo la sua memoria non con la tristezza, ma con la tenacia. Continueremo a spingere sui nostri pedali, qualunque essi siano, con la stessa fame di vita che lui ci ha regalato.

Grazie di tutto, Alex. Il tuo esempio resta il mio Framework più importante.

Sebastiano

aprile 27, 2026 ·

Salute: Come ho creato una App per smettere di fumare con Gemini Canvas

C’è una sfida più difficile che gestire un magazzino in piena stagione o imparare a usare l’IA da zero? Sì: smettere di fumare.

Chi mi segue sa che amo la concretezza. Non mi piacciono le promesse campate in aria, mi piacciono gli strumenti che funzionano. Quando ho deciso di dire addio alle sigarette, ho capito che avevo bisogno di qualcosa che mi desse un feedback immediato, un "cruscotto" che mi dicesse: "Sebastiano, guarda quanta strada hai fatto oggi".

Normalmente, per fare una cosa del genere, avresti dovuto scaricare un’app piena di pubblicità o saper programmare in JavaScript. Oggi, tra un turno e l’altro, l’ho creata io con Gemini Canvas in meno di 10 minuti.

Ecco come ho fatto e come puoi farlo anche tu per qualsiasi tuo obiettivo.


Cos’è Gemini Canvas? (La lavagna magica)

Immagina di parlare con un esperto programmatore che ha davanti a sé una lavagna. Mentre tu gli spieghi cosa vuoi, lui inizia a disegnare e scrivere il codice. Canvas è esattamente questo: uno spazio di lavoro interattivo che si apre accanto alla chat di Gemini dove l'IA costruisce, in tempo reale, quello che le chiedi.


Il Caso Pratico: La mia "Smoke-Free Progress App"

Volevo un’app semplice, pulita, che potessi consultare dal mio smartphone e che mi mostrasse tre cose:

  1. Da quanti giorni sono "libero".

  2. Quanti soldi ho risparmiato (e che magari userò per il prossimo viaggio!).

  3. I benefici per la mia salute che sto recuperando.

Step 1: Il Prompt (Cosa ho chiesto)

Ho aperto Gemini e ho digitato questo comando:

"Agisci come uno sviluppatore web senior. Voglio creare un'applicazione web interattiva (HTML/CSS/JS) chiamata 'Respiro Libero'. L'app deve mostrare un contatore di giorni, ore e minuti da quando ho smesso di fumare (Data: [Inserisci la tua data]). Deve calcolare il risparmio economico basato su 6€ al giorno e mostrare una lista di benefici per la salute che si sbloccano col tempo. Usa la funzione Canvas per mostrarmi il risultato."

Step 2: La magia del Canvas

Sulla destra dello schermo è apparso il Canvas. Ho visto il codice nascere e, magicamente, trasformarsi in un'interfaccia elegante, con i pulsanti e le barre di progresso.

Step 3: Personalizzazione (Senza codice!)

La cosa incredibile? Non ho dovuto toccare il codice. Ho semplicemente detto a Gemini nel Canvas:

  • "Rendi lo sfondo verde rilassante come le colline di Lonigo."

  • "Aggiungi un tasto 'Ho avuto una tentazione' che mi dia una frase motivazionale."

In pochi secondi, l'app era aggiornata.


Perché questo cambia tutto

Mentre ero in fabbrica oggi, pensavo a quanto questa tecnologia sia democratica. Non importa quale sia il tuo lavoro o il tuo punto di partenza. Oggi, se hai una visione — che sia monitorare la tua salute o organizzare meglio il tuo piccolo business — hai a disposizione un intero team di sviluppo dentro il tuo laptop.

Smettere di fumare è una battaglia di volontà, ma avere un’app creata da te, su misura per te, la rende una sfida vinta in partenza.


Prova anche tu!

Non aspettare il momento perfetto. Vai su Gemini, attiva la funzione Canvas e prova a creare qualcosa che ti aiuti oggi stesso. Che sia un calcolatore di spese, un tracker di allenamento o una lista della spesa intelligente.

L'IA è il miglior alleato della tua evoluzione. Usala per stare bene.







Ti è piaciuto questo esempio?

Se vuoi il codice esatto che ho generato per la mia App "Respiro Libero" o se hai bisogno di aiuto per il tuo primo prompt in Canvas, scrivimi nei commenti o contattami!

Restiamo visionari, restiamo umani.

aprile 26, 2026 ·

Primavera 2.0: Come l’IA ti organizza il weekend perfetto (e le ferie dei tuoi sogni)

Buongiorno e buona domenica! Ti scrivo mentre l’odore delle prime grigliate inizia a solcare l’aria e il sole di questo 26 aprile ci ricorda che la vita, quella vera, accade fuori dalle quattro mura dell’ufficio.

Siamo nel pieno della stagione delle "gite fuori porta". Ma ammettiamolo: spesso l’organizzazione di un picnic o di un weekend con gli amici diventa un secondo lavoro. Chi porta cosa? Dove andiamo per non finire nel solito posto affollato? Come facciamo a non spendere un capitale tra benzina e ristoranti?

Oggi voglio mostrarti come l'Intelligenza Artificiale, e in particolare Gemini, non sia solo uno strumento per scrivere mail, ma il tuo "concierge" personale per il benessere e la socialità.

1. Il Picnic Perfetto (e Low-Cost) con un Prompt

Invece di impazzire tra liste della spesa e ricettari, prova a chiedere a Gemini: "Ho un budget di 40€ per 6 persone. Crea un menu da picnic sano, vegetariano, che richieda meno di 30 minuti di preparazione e genera la lista della spesa per il supermercato sotto casa".

In tre secondi avrai un piano d'azione. L'IA può persino suggerirti i parchi meno battuti della tua zona (come i colli qui intorno a Lonigo) analizzando le recensioni recenti per trovare angoli di pace che il turismo di massa ignora. Questa è la libertà digitale: usare il calcolo per generare spontaneità.

2. Focus Benessere: Weekend "Digital Detox" (ma guidato)

Sembra un paradosso, vero? Usare l'IA per staccare dallo schermo. Eppure, puoi usare Gemini per pianificare percorsi di trekking o passeggiate che si adattino al tuo livello di allenamento attuale. Chiedigli di creare un itinerario che includa punti panoramici per la meditazione o agriturismi bio. L’obiettivo è uno solo: massimo relax, zero fatica decisionale. Quando l'IA decide il "come", tu puoi finalmente goderti il "qui e ora".

3. Summer Hacking: Progetta l'estate con NotebookLM

Mentre ti godi il sole di oggi, il pensiero corre alle ferie estive. Qui entra in gioco il mio strumento preferito: NotebookLM. Invece di navigare per ore tra mille siti di viaggi, fai così:

  • Salva in un unico PDF i link dei blog di viaggio che ti piacciono e le guide turistiche della destinazione che sogni.

  • Caricali su NotebookLM.

  • Chiedi: "Basandoti su queste fonti, crea un itinerario di 10 giorni che eviti le trappole per turisti, mantenga un budget medio e si focalizzi sulla cultura locale".

Otterrai una guida su misura, basata solo su fonti affidabili che hai scelto tu. E se vuoi esagerare, genera il Video Overview del tuo viaggio futuro: ascoltare l'IA che discute del tuo prossimo itinerario mentre sei sdraiato sul prato oggi è il modo migliore per iniziare a sognare ad occhi aperti.

La Visione: Meno Schermo, Più Vita

Il messaggio che voglio trasmetterti in questa domenica di sole è semplice: l’IA è lo strumento definitivo per la semplificazione. Se la lasci lavorare sui dettagli noiosi (logistica, conti, opzioni), ti restituisce la risorsa più preziosa che hai: l'attenzione da dedicare ai tuoi amici, alla tua famiglia e alla bellezza della natura che si risveglia.

Non siamo schiavi dei dati, siamo i registi della nostra felicità. E oggi, la regia suggerisce una passeggiata all'aria aperta.

💡 La pillola dal libro: L'intelligenza artificiale non deve aggiungere un altro compito alla tua lista, deve cancellarne dieci. Se Gemini non ti sta aiutando a passare più tempo offline, lo stai usando nel modo sbagliato.



 

aprile 25, 2026 ·

25 Aprile: La tecnologia come strumento di nuova Liberazione

Oggi in Italia celebriamo la Festa della Liberazione. È una giornata di memoria, di fiori rossi e di riflessione su quanto sia costata la libertà di cui godiamo oggi. Ma cosa significa "essere liberi" nel 2026, in un mondo dove l’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando i confini di ciò che possiamo fare, pensare e creare?

Qualcuno potrebbe pensare che parlare di IA in una giornata così solenne sia fuori luogo. Io credo invece che il legame sia profondissimo. La libertà, nel suo senso più alto, è la possibilità di scegliere, di capire e di avere tempo per ciò che conta davvero.

1. Liberarsi dalla "schiavitù" del tempo perso

Se guardiamo alla nostra quotidianità, siamo spesso prigionieri di compiti ripetitivi, email infinite e burocrazia digitale. È una forma di "occupazione" mentale che ci toglie energia. L’IA, se usata con consapevolezza (come spiego nel mio libro Gemini per principianti), agisce come uno strumento di liberazione.

Delegare a Gemini il riassunto di un documento o l'organizzazione della settimana non serve a "lavorare di più", ma a riprenderci il nostro tempo. Quel tempo che oggi possiamo usare per stare con la famiglia, per leggere un libro di storia o per scendere in piazza a festeggiare.

2. La conoscenza come baluardo di libertà

La Resistenza è stata fatta da persone che avevano una visione chiara del futuro. Oggi, la nostra sfida è non restare analfabeti digitali. Essere liberi significa non subire la tecnologia, ma guidarla.

Strumenti come NotebookLM sono incredibili in questo senso. Immaginate di caricare le testimonianze dei partigiani, i discorsi di Calamandrei o i testi storici della Liberazione. L'IA può aiutarci ad analizzarli, a connettere i fatti, a rendere la memoria "viva" e interattiva per le nuove generazioni. La libertà cresce dove c'è comprensione, e l'IA è un acceleratore di comprensione senza precedenti.

3. Attenzione: la libertà richiede spirito critico

Non dobbiamo dimenticare che ogni strumento di liberazione può diventare uno strumento di controllo se non lo si conosce. Come i partigiani sapevano che la libertà andava difesa ogni giorno, noi dobbiamo sapere che l’IA va usata con spirito critico. Non dobbiamo lasciare che gli algoritmi scelgano per noi cosa è vero e cosa è falso.

L’IA deve essere il nostro "braccio destro", non il nostro "capo". Essere visionari oggi significa capire che la tecnologia è un amplificatore della nostra umanità, non un sostituto.

Conclusione: Un fiore digitale per la memoria

In questa giornata di festa, il mio invito è di usare la tecnologia per onorare la libertà. Magari usando Gemini per approfondire la storia della tua città durante la Resistenza, o per scrivere un pensiero che celebri i valori della nostra Costituzione.

Siamo liberi perché qualcuno ha lottato per noi. Siamo moderni perché abbiamo gli strumenti per costruire un futuro migliore. Restiamo umani perché sappiamo distinguere tra un calcolo algoritmico e un valore morale.

Buon 25 Aprile a tutti i visionari che, ogni giorno, scelgono di essere liberi.

💡 La pillola dal libro: Il primo passo per essere liberi nell'era dell'IA è capire come funziona. La paura nasce dall'ignoto; la libertà nasce dalla competenza.


 

aprile 24, 2026 ·

Il tuo assistente "su misura": perché dovresti smettere di usare un’IA generica



Ciao! Eccoci qui con il nostro appuntamento quotidiano. Dimmi la verità: quante volte hai provato a usare un’IA e hai pensato: "Sì, utile, ma parla come un libro stampato"? Oppure: "Ci ho messo più tempo a spiegarle cosa volevo che a scriverlo da solo"?

Ti capisco perfettamente. È il problema dell'IA "generalista". È come avere un assistente brillantissimo che però ogni mattina soffre di amnesia totale: devi rispiegargli chi sei, cosa fai e come ti piace che vengano scritte le mail. Frustrante, vero?

Oggi voglio parlarti di una svolta che, nel mio libro Gemini per principianti, definisco il "salto di qualità": la creazione dei Gems. In parole povere? La possibilità di cucire un vestito sartoriale addosso all'intelligenza artificiale affinché diventi il tuo clone, il tuo esperto, il tuo braccio destro.

Perché il "generico" è il nemico della produttività

Quando usi la chat standard di Gemini, ti interfacci con un modello che sa tutto di tutto, dal ciclo riproduttivo delle balene alla fisica quantistica. Ma a te, magari, serve solo qualcuno che sappia riassumere i verbali delle riunioni condominiali con un tono pacato ma fermo.

Se ogni volta devi scrivere: "Agisci come un esperto di comunicazione, usa un tono cordiale, non essere troppo tecnico, ricordati che il destinatario è il signor Rossi...", stai sprecando tempo. Un Gem è un’istruzione che rimane "congelata". Tu la scrivi una volta, le dai un nome (es. "Mister Email") e da quel momento in poi Gemini diventa Mister Email ogni volta che apri quella finestra.

Come si costruisce un Gem (senza impazzire)

Non serve saper programmare. Devi solo saper parlare. Immagina di dover istruire un nuovo stagista. Cosa gli diresti?

  1. Chi deve essere: "Sei un editor esperto in post per LinkedIn".

  2. Cosa deve sapere: "Conosci perfettamente il mio stile: diretto, visionario, mai banale".

  3. Cosa non deve fare: "Non usare mai parole come 'rivoluzionario' o 'disruption', mi fanno venire l'orticaria".

Una volta salvate queste istruzioni, il gioco è fatto. Hai creato una scorciatoia mentale per la tua produttività.

La potenza dei Gems per noi studenti e professionisti

Pensa a uno studente che deve preparare un esame di diritto. Può creare un Gem chiamato "Tutor Socratico" che non dà risposte, ma fa domande per stimolare il ragionamento. Oppure un professionista che crea il Gem "Analista di Contratti" che va a caccia solo delle clausole vessatorie.

Il valore reale qui non è solo la velocità, ma la coerenza. Se scrivi un blog o gestisci una newsletter, avere un Gem che mantiene il tuo Tone of Voice è fondamentale per non sembrare un robot agli occhi del tuo pubblico.

E NotebookLM cosa c'entra?

Qui viene il bello, ed è il motivo per cui ti parlo di questo proprio oggi. Se usi un Gem per generare i testi dei tuoi post, quel testo sarà già "istruito" con la tua visione. Quando poi prenderai quel testo e lo caricherai su NotebookLM per generare il tuo Video Overview, le due voci IA che discuteranno del tuo articolo non parleranno di concetti astratti presi dal web. Parleranno della tua idea personalizzata.

È un circolo virtuoso: l'IA personalizzata scrive, l'IA multimediale mette in scena. E tu? Tu rimani il regista, colui che ha avuto l'idea originale e ha impostato le regole del gioco.

Il mio consiglio visionario di oggi: Non aver paura di "perdere" mezz'ora a impostare il tuo primo Gem. Quella mezz'ora ti restituirà giorni interi di lavoro risparmiato nei prossimi mesi. L'intelligenza artificiale è come un paio di scarpe: se sono della tua misura, puoi correre una maratona; se sono di un'altra taglia, ti faranno solo venire le vesciche.

💡 La pillola dal libro: Il segreto per non essere sostituiti dall'IA è renderla così simile a noi da renderla unica. Un'IA che ragiona come te è un moltiplicatore del tuo talento, non un suo sostituto. 

aprile 22, 2026 ·

Basta mail infinite: come usare l'IA per pulire la tua Inbox in 10 minuti



Ti è mai capitato di aprire la posta dopo un weekend e sentirti sopraffatto? Decine di thread chilometrici, persone in copia che non sai chi siano e quella sensazione di dover passare ore solo per capire "chi deve fare cosa".

Ti svelo un segreto: io non leggo più le catene di email da mesi. O meglio, non le leggo come facevo prima. Uso Gemini come il mio assistente personale che filtra, riassume e scrive per me.

Ecco come puoi farlo anche tu, trasformando un’ora di stress in 10 minuti di gestione rapida.

1. Il superpotere del riassunto: non leggere tutto, capisci tutto

Quante volte ti sei trovato in mezzo a una conversazione con 15 risposte diverse? Invece di scorrerle tutte cercando di ricostruire la storia, copia l'intero thread e dallo in pasto a Gemini. Prova questo prompt: "Gemini, riassumi questa conversazione in 3 punti: qual è l'argomento principale, quali decisioni sono state prese e cosa devo fare io nello specifico." In 5 secondi avrai la chiarezza che ti serviva. È come avere qualcuno che ha già letto tutto per te e ti fa il "bignami".

2. Dagli appunti alla risposta perfetta (senza fatica)

Scrivere una mail formale o una risposta complessa richiede energia mentale. Ma tu non ne hai bisogno. Ti basta scrivere a Gemini dei concetti "grezzi", come se stessi parlando a un amico. Esempio: "Gemini, scrivi una mail a Elisabetta. Digli che ho ricevuto il file, che mi piace l'idea ma dobbiamo rivedere i costi entro mercoledì. Usa un tono professionale ma cordiale." Gemini trasformerà queste tre righe in una mail impeccabile. Tu devi solo fare copia e incolla (e magari aggiungere il tuo tocco finale).

3. Crea un sistema di etichette intelligente

Il disordine nella posta spesso deriva dal non sapere dove mettere le cose. Chiedi a Gemini di aiutarti a creare una struttura. Spiegagli che lavoro fai e chiedigli: "Suggeriscimi 5 etichette essenziali per la mia Gmail che mi aiutino a dare priorità ai compiti, divise per urgenza e tipologia." Ti stupirà vedere come un occhio esterno (anche se artificiale) possa mettere ordine nel tuo caos quotidiano.

Il mio consiglio visionario: Non guardare l'IA come un modo per "lavorare di più", ma come lo strumento per lavorare meglio e spegnere il computer prima. La tecnologia deve servire a riprenderci il nostro tempo libero.

💡 La pillola dal libro: L'IA non scrive al posto tuo perché sei pigro, ma perché la tua creatività è troppo preziosa per essere sprecata in formalismi ripetitivi.

aprile 17, 2026 ·

L'anima dell'artista non è in pericolo — è in viaggio

Perché l'incontro con l'intelligenza artificiale non mi ha tolto nulla. Mi ha solo mostrato quanto lontano potevo spingermi.


Ricordo esattamente il momento. Era tarda sera, lo schermo illuminava la stanza buia, e stavo guardando qualcosa che avevo creato — ma che non avrei mai potuto creare da solo. Un'immagine nata dalla mia visione, dalle mie parole, dalla mia storia. Eppure costruita con un algoritmo. E invece di sentirmi svuotato, mi sono sentito amplificato.

Quella sera ho capito che la domanda sbagliata è "l'IA mi sostituirà?". La domanda giusta è: "dove posso arrivare, adesso che ho questo?"


Il timore che capisco

Non voglio fingere che la paura non esista. La sento anche io, a volte — in certi forum, in certi articoli, in certe conversazioni con altri creativi. L'idea che la macchina stia erodendo qualcosa di prezioso. Che il valore dell'opera d'arte risieda nel sudore, negli anni di pratica, nella solitudine del processo creativo. E che tutto questo, ora, possa essere simulato in pochi secondi.

È una paura comprensibile. È la stessa che i pittori ebbero davanti alla fotografia nell'Ottocento. La stessa che i tipografi sentirono con la stampa digitale. Ogni volta che un nuovo strumento ha abbassato la soglia d'accesso alla creazione, qualcuno ha annunciato la morte dell'arte.

L'arte non è morta nessuna di quelle volte. Si è spostata. Ha trovato nuovi confini da esplorare.

L'artista aumentato

Il mio percorso nasce dal visual design e dalla fotografia. Ho sempre creduto che l'arte non fosse "saper disegnare", ma saper vedere. E questa convinzione — che sembrava quasi naïve in certi ambienti tecnici — si è rivelata il mio vantaggio più grande nell'era dell'IA generativa.

Quando dialogo con un modello di diffusione, non sto digitando parole a caso. Sto applicando anni di studio sulla composizione, sulla luce, sul colore, sulla tensione narrativa di un'immagine. Il risultato non è l'output di una macchina: è il frutto di un dialogo tra la mia visione e le possibilità dello strumento.

Ho sperimentato scenari che, fino a tre anni fa, avrebbero richiesto un team di dieci persone e sei mesi di lavoro. Ho fuso stili artistici distanti secoli in un unico frame. Ho dato forma a concetti che vivevano solo nella mia testa, irraggiungibili con le mie mani. Non mi sono sentito sostituito. Mi sono sentito — finalmente — all'altezza della mia immaginazione.

Quello che la macchina non può fare al mio posto

Ma c'è qualcosa che nessun algoritmo può replicare, e che diventa sempre più prezioso proprio perché tutto il resto si automatizza.

Scegliere. Decidere che quell'immagine tra le cento generate è quella giusta. Capire perché. Avere un'intenzione abbastanza precisa da guidare lo strumento verso qualcosa di specifico, non di generico. Connettere un'idea visiva a una storia personale, a una memoria, a un significato che solo io posso portare nell'opera.

L'IA genera. L'artista intende. E l'intenzione — quella non si addestra.


Il mio manifesto

L'artista del futuro non è chi resiste alla tecnologia, ma chi la abita con consapevolezza.
La creatività non diminuisce con gli strumenti potenti: si radicalizza nell'intenzione.
Saper vedere è un'abilità che nessun modello ha ancora imparato davvero.
Co-creare con una macchina non è perdere l'anima. È scoprire quanto spazio aveva già.
Il viaggio è appena cominciato. E io non voglio fermarmi.












E tu? Come vivi il rapporto tra la tua creatività e l'intelligenza artificiale? Raccontamelo nei commenti — sono curioso di sapere a che punto del viaggio sei.