IA dal lavoro vero

La mattina lavoro.
Il pomeriggio costruisco
con l'IA.

Guide pratiche, strumenti testati e zero fuffa — per chi vuole usare l'intelligenza artificiale nel lavoro reale.

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maggio 15, 2026 ·

3 processi che una piccola azienda può automatizzare oggi con l'IA

Lavoro in magazzino. Conosco di persona la realtà delle piccole aziende venete — quelle vere, non quelle dei convegni. Officine meccaniche, falegnamerie, ditte di trasporti, artigiani, piccoli commercianti. Aziende dove il titolare risponde alle email tra una saldatura e l'altra, fa i preventivi la sera, paga i fornitori il sabato mattina.

Quando si parla di intelligenza artificiale, la frase che sento più spesso è: "L'IA è roba per le multinazionali."

Non è vero. Le multinazionali hanno consulenti che parlano per ore, integrazioni complesse, costi alti. Le piccole aziende possono partire oggi, gratis, con strumenti che già funzionano in italiano e che chiunque può imparare in un pomeriggio.

In questo articolo ti mostro tre processi concreti — quelli che vedo ogni giorno nelle aziende come quella in cui lavoro — che si possono automatizzare adesso, senza investimenti e senza consulenti.

Prima di tutto: cosa cambia davvero

Una premessa importante, perché qui si confondono spesso le idee.

L'IA non sostituisce il titolare. Lo libera dalle attività ripetitive così può dedicarsi a quelle che richiedono davvero la sua testa — clienti importanti, decisioni strategiche, persone da formare.

L'obiettivo non è fare le stesse cose più velocemente. È smettere di fare cose che non dovrebbero più mangiarti il tempo. Tieni a mente questo principio mentre leggi il resto.

Processo 1 — Risposte alle email ricorrenti

Ogni piccola azienda riceve email simili ogni settimana. "Avete in pronta consegna il pezzo X?", "Mi mandate il preventivo per Y?", "Quando passate a ritirare?" — domande che richiedono risposte simili ogni volta, ma che il titolare deve scrivere a mano, una per una, perdendo tempo prezioso.

Come automatizzare: Usa Gemini o ChatGPT come "assistente bozza". Crei una volta sola 5-6 template per le risposte ricorrenti (preventivo, disponibilità, conferma appuntamento, sollecito, ringraziamento). Quando arriva un'email simile, copi il testo nel tool e scrivi: "Rispondi a questa email usando il template X, personalizzandola con questi dati". In trenta secondi hai la risposta pronta, professionale, personalizzata.

~5 ore a settimana risparmiate in media. Sono 240 ore l'anno da rimettere su attività che generano valore vero.

Processo 2 — Preventivi standard e descrizioni prodotto

Ogni officina, falegnameria, ditta artigiana fa decine di preventivi al mese. Spesso simili tra loro. Spesso scritti la sera, di corsa, con la sensazione di rifare ogni volta lo stesso lavoro.

Lo stesso vale per le descrizioni prodotto. Chi vende online o ha un catalogo sa quanto tempo costa scrivere descrizioni decenti per ogni articolo — e quante volte si rinuncia, lasciando il sito con descrizioni vuote o pessime.

Come automatizzare: Crea un template di preventivo "tipo" con tutte le voci ricorrenti. Quando ne devi fare uno nuovo, dai all'IA i dati specifici del cliente (lavorazione richiesta, materiali, tempi stimati, prezzo) e chiedile di compilare il preventivo in tono professionale. Stesso processo per le descrizioni prodotto: fornisci 4-5 caratteristiche tecniche, l'IA scrive una descrizione completa, ottimizzata, pronta da pubblicare.

~70% di tempo in meno per ogni preventivo. Più tempo per parlare con i clienti che contano, meno per scrivere documenti che oggi puoi delegare.

Processo 3 — Contenuti social e comunicazione

Tante piccole aziende sanno che dovrebbero essere presenti su Facebook, Instagram, LinkedIn — ma non hanno tempo, idee, o un grafico in azienda. Risultato: pagine ferme da mesi, comunicazione assente, opportunità mancate.

Il problema non è la volontà. Il problema è che nessuno ti ha mai mostrato un metodo sostenibile per chi lavora dodici ore al giorno.

Come automatizzare: Una volta al mese, dedica un'ora con Gemini o Claude per pianificare 8-10 post. Uno per ogni lavorazione tipica, qualche storia dal capannone, qualche consiglio pratico per i clienti. Per le immagini, Canva AI genera grafiche in linea con il tuo stile in pochi minuti. Poi programmi tutto su Meta Business Suite — gratis — e per un mese sei a posto.

1 ora al mese per gestire tutta la comunicazione social. Visibilità che porta clienti nuovi, senza pagare un'agenzia.

Una regola che vale per tutto

Non provare ad automatizzare tutto in una volta. È l'errore più comune e quello che fa fallire la maggior parte dei tentativi.

Inizia da un solo processo — quello che ti fa perdere più tempo questa settimana. Padroneggialo per due settimane. Poi passa al successivo. Tre processi automatizzati in sei settimane valgono più di dieci tentativi falliti in un mese.

Quanto costa iniziare

Zero, o quasi.

Gemini, ChatGPT, Claude hanno tutti versioni gratuite più che sufficienti per partire. Canva AI è incluso nel piano gratuito di Canva. Meta Business Suite è gratis.

L'unico investimento serio è il tempo per imparare. Due o tre ore concentrate per ogni strumento, una sera, sul divano, con il telefono in mano. Niente di più. Se ce l'ho fatta io a impararli dopo il turno, può farcela chiunque.

Il vantaggio nascosto delle PMI italiane

Le piccole aziende venete hanno un vantaggio enorme sulle multinazionali, e quasi nessuno lo dice: la velocità di decisione.

Una multinazionale per integrare l'IA fa riunioni per sei mesi, coinvolge tre dipartimenti, scrive policy interne, fa firmare carte. Un piccolo imprenditore decide stasera e parte domani mattina.

Questa è la nostra arma. Non sprechiamola pensando di essere indietro — siamo in vantaggio. Basta partire.

Se vuoi approfondire

Se questo articolo ti è stato utile e vuoi un percorso più strutturato, ho scritto una guida pratica su come costruire sistemi IA che lavorano per te — La Trilogia dell'Efficienza. È pensata per chi vuole passare dall'uso occasionale dell'IA a un metodo strutturato.

Leggi La Trilogia dell'Efficienza su Amazon →

Se invece preferisci partire dalle basi, c'è Gemini per Principianti, la guida in italiano per chi si avvicina all'IA da zero.


Sebastiano Guglielmi lavora part-time in magazzino. Il pomeriggio studia e applica l'intelligenza artificiale. Sul blog condivide quello che funziona e quello che non funziona, senza fuffa.

maggio 14, 2026 ·

Cosa ho capito sull'IA lavorando su pallet e turni da 4 ore

Mi chiamo Sebastiano. Lavoro in un magazzino della zona industriale tra Lonigo e Vicenza dal 2004.

Ogni mattina metto la tuta, spingo un transpallet, smisto pallet, scansiono codici. Quattro ore. Poi torno a casa.

Nel pomeriggio e la sera — studio l'intelligenza artificiale.

Questo post non è un tutorial. È quello che ho capito davvero su me stesso, sul lavoro e sull'IA — da dentro un capannone.

Come è iniziato

Era il 2023. Sentivo parlare di ChatGPT ovunque — in televisione, sul telefono, nei gruppi WhatsApp. Tutti dicevano che avrebbe cambiato tutto. Che avrebbe tolto il lavoro a milioni di persone.

Pensavo: "Non riguarda me. Io sposto pallet."

Poi una sera, per curiosità, ho aperto il browser e ho iniziato a scrivere. Ho fatto una domanda semplice. E quello strumento mi ha risposto in modo che non mi aspettavo — chiaro, diretto, utile.

Da quella sera non ho più smesso.

Non perché sia diventato un appassionato di tecnologia. Ho smesso di smettere perché ho capito che stavo guardando qualcosa di raro: uno strumento che livella il campo da gioco.

Per la prima volta nella mia vita avevo accesso agli stessi strumenti di un consulente, di un manager, di un professionista con laurea e ufficio. Gratis. Dal telefono. Dopo il turno.

Le quattro cose che ho capito davvero

Non sto parlando di teorie. Sto parlando di cose che ho capito mentre caricavo un camion o aspettavo che finisse un turno.

1. Il titolo di studio non conta più quanto prima

Ho la licenza media. Non ho mai fatto l'università. Per vent'anni questo ha definito un soffitto — implicito ma reale. L'IA non mi chiede il curriculum. Mi chiede cosa voglio fare. È la prima volta che mi trovo su un campo da gioco più equilibrato.

2. Il lavoro manuale insegna cose che la teoria non insegna

Vent'anni in magazzino mi hanno insegnato i processi reali, i colli di bottiglia, gli errori che si ripetono, le soluzioni che funzionano sul campo. Quando studio l'IA, vedo applicazioni concrete che chi viene da un ufficio non vede. La mia esperienza è un asset — non un limite.

3. Costanza batte intensità, sempre

Non ho weekend lunghi dedicati allo studio. Ho il pomeriggio e la sera, quasi ogni giorno. Un'ora regolare per trecento giorni vale più di un corso intensivo di una settimana seguito da tre mesi di niente. Il magazzino me lo ha insegnato: è il lavoro costante che muove i pallet — non gli sprint.

4. La storia autentica è il miglior contenuto

Quando scrivo di IA partendo dal capannone, le persone si riconoscono. Non nel lusso, non nella carriera da copertina — nella fatica ordinaria, nella voglia di fare qualcosa di diverso, nella scelta di non aspettare che qualcuno ti dia il permesso. Quella storia sono io. Ed è il mio vantaggio differenziante.

Perché lo racconto

Non scrivo questo blog per dimostrare qualcosa. Non ho niente da dimostrare.

Lo scrivo perché so che ci sono migliaia di persone come me — operai, artigiani, lavoratori manuali, gente senza laurea ma con vent'anni di esperienza reale sul campo — che guardano l'IA da lontano pensando che non faccia per loro.

Fa per loro. Fa per noi. Forse più che per chiunque altro. Perché noi sappiamo cosa significa lavorare davvero. E uno strumento che amplifica il lavoro reale, nelle mani di chi il lavoro reale lo conosce, diventa qualcosa di potente.

Non lavorare per l'eternità.
Costruisci un'eternità che lavori per te.

Da dove puoi iniziare anche tu

Non ti chiedo di diventare un esperto di IA. Ti chiedo di aprire un browser e fare una domanda. Una. Quella che hai in testa adesso.

Se non sai da dove cominciare, ho scritto una guida pensata esattamente per chi parte da zero — senza esperienza tecnica, senza gergo, con esempi pratici che chiunque può seguire. Si chiama Gemini per Principianti. È la guida che avrei voluto avere quando ho iniziato io.

Leggi Gemini per Principianti su Amazon →


Sebastiano Guglielmi lavora part-time in magazzino. Il pomeriggio studia e applica l'intelligenza artificiale. Sul blog condivide quello che funziona e quello che non funziona, senza fuffa.

maggio 13, 2026 ·

Il metodo che uso per non perdere tempo con gli strumenti AI sbagliati

Esistono centinaia di strumenti AI. Ogni settimana ne escono di nuovi. Tutti promettono di cambiarti la vita, farti risparmiare ore, renderti più produttivo.

Io lavoro part-time in magazzino. Ho il pomeriggio e la sera per studiare. Non posso permettermi di sprecare tempo su strumenti che non funzionano per me. Così ho costruito un filtro. Da quando lo uso, ho smesso di inseguire ogni novità e ho iniziato a costruire un sistema che funziona davvero.

Il problema: troppa scelta paralizza

La prima trappola di chi inizia con l'IA è provarle tutte. Un giorno Gemini, il giorno dopo ChatGPT, poi Perplexity, poi Notion AI, poi Claude, poi un tool per le immagini, poi uno per i video. Risultato: niente padronanza su niente.

L'ho fatto anche io. Ho perso settimane a testare strumenti che alla fine non mi servivano. Poi ho capito una cosa semplice: uno strumento AI che non risolve un problema concreto mio è solo rumore di fondo.

Non scegliere uno strumento AI senza prima avere un problema da risolvere.

Il filtro in tre domande

Ogni volta che scopro un nuovo strumento AI, prima di aprirlo mi faccio tre domande. Se non riesco a rispondere a tutte e tre, lo lascio perdere.

1. Quale problema risolve nella mia vita reale?

Non in astratto. Non "potrebbe essere utile per". Un problema specifico, concreto, che ho oggi. Se non lo trovo, lo strumento non è per me — almeno non adesso.

2. Quanto tempo mi costa impararlo rispetto a quanto me ne risparmia?

Lavoro quattro ore al mattino in magazzino. Ho il pomeriggio e la sera liberi — ma quel tempo vale oro e non voglio sprecarlo su strumenti che non rendono. Il ritorno deve essere rapido e misurabile.

3. Posso integrarlo in qualcosa che già faccio?

Il miglior strumento è quello che si innesta in un processo che esiste già — non quello che richiede di costruire un processo nuovo da zero. Meno attrito, più adozione reale.

I quattro strumenti che uso davvero

Dopo mesi di test, il mio stack si è stabilizzato su quattro strumenti. Ognuno ha un ruolo preciso. Nessuno si sovrappone all'altro.

Gemini (Google)

Uso: scrittura, ricerca, pianificazione settimanale.
Gratuito, integrato con Google, risponde in italiano senza problemi. È il mio strumento principale per il blog e per organizzare le idee dopo il turno.

Claude (Anthropic)

Uso: analisi, testi lunghi, ragionamento strategico.
Quando ho bisogno di pensare in modo strutturato su un problema complesso o di scrivere contenuti che richiedono profondità, Claude è quello che usa il ragionamento migliore.

NotebookLM (Google)

Uso: studio di documenti, libri, articoli tecnici.
Carico i materiali che devo studiare e ci dialogo sopra. È come avere un professore privato disponibile alle dieci di sera dopo il turno. Imparo il doppio in metà del tempo.

Canva AI

Uso: visual per blog e social, copertine libri.
Non sono un grafico. Canva AI mi permette di creare visual decenti in pochi minuti senza conoscere Photoshop. "Abbastanza buono" è meglio di "perfetto mai fatto".

Come aggiungo un nuovo strumento al sistema

Quando voglio integrare qualcosa di nuovo nel mio stack, seguo una regola semplice: trenta minuti di test, un caso d'uso concreto, una settimana di utilizzo reale.

Se dopo una settimana non lo sto usando spontaneamente — senza dovermi ricordare di farlo — lo tolgo. Non è per me, almeno non ora. Lo tengo in lista e ci ritorno quando il mio bisogno cambia.

Questo approccio mi ha salvato da decine di strumenti inutili e mi ha permesso di diventare davvero bravo sui quattro che uso. La profondità batte sempre l'ampiezza.

Il punto chiave

Non è lo strumento che fa la differenza. È il sistema in cui lo inserisci. Un martello in mano a chi non sa cosa costruire è solo un peso. Lo stesso strumento in mano a chi ha un piano diventa un moltiplicatore.

Costruisci prima il piano. Poi scegli gli strumenti.

Se vuoi approfondire

Se ti interessa il sistema completo che uso per integrare l'IA nel lavoro quotidiano, l'ho descritto in GEMINI NEXUS: come usare l'IA per prendere decisioni più veloci e costruire un metodo strutturato.

Leggi GEMINI NEXUS su Amazon →


Sebastiano Guglielmi lavora part-time in magazzino. Il pomeriggio studia e applica l'intelligenza artificiale. Sul blog condivide quello che funziona e quello che non funziona, senza fuffa.

maggio 11, 2026 ·

Gemini 2.0 Flash: cosa fa davvero e come lo userei in magazzino

Lavoro in un magazzino dal 2004. Pallet, transpallet, bolle di consegna, scansioni. Turni che iniziano quando fuori è ancora buio.

Non sono un ingegnere. Non ho una laurea in informatica. Eppure ogni giorno, finito il turno, studio l'intelligenza artificiale. E te lo dico subito: non lo faccio per sembrare interessante. Lo faccio perché ho capito che chi impara a usare questi strumenti adesso, nei prossimi anni avrà un vantaggio reale su chi aspetta.

Oggi ti parlo di Gemini 2.0 Flash, il modello AI di Google. Senza tecnicismi. Con esempi che capisce anche chi non ha mai toccato uno strumento AI in vita sua.

Cos'è Gemini 2.0 Flash, in parole normali

Gemini 2.0 Flash è un'intelligenza artificiale sviluppata da Google. Puoi parlarci per iscritto — o anche a voce — e lui risponde.

"Flash" non significa che fa le cose a caso. Significa che è veloce e leggero: pensato per rispondere in fretta, consumare meno risorse, essere accessibile anche su dispositivi normali.

In pratica: è come avere un assistente molto sveglio sempre disponibile, che non si stanca, non si distrae, non sbaglia per stanchezza.

Cosa sa fare

  • Risponde a domande in linguaggio normale
  • Riassume documenti lunghi in pochi punti
  • Scrive testi, email, report da istruzioni semplici
  • Traduce, corregge, riformula
  • Analizza immagini e ti dice cosa vede
  • Ragiona su problemi e propone soluzioni

Non è magico. Ma è sorprendentemente utile — se sai cosa chiedergli.

Come lo userei in magazzino

Questa è la domanda che mi faccio sempre quando studio uno strumento nuovo: "Come lo userei io, nella mia realtà?" Ecco quattro casi concreti.

Gestione delle anomalie

Arriva una bolla con dati mancanti o un codice che non torna. Con Flash, descrivo l'anomalia e ricevo subito una checklist di controllo. Meno attese, meno errori.

Comunicazioni interne

Segnalazioni al responsabile, note per il cambio turno, riepiloghi di giacenza. Flash le scrive in un minuto, partendo da pochi appunti miei.

Formazione rapida

Arriva un collega nuovo. Invece di spiegare tutto a voce, uso Flash per creare una mini-guida sulle procedure del reparto. Chiara, ordinata, sempre disponibile.

Normative e sicurezza

Procedure di stoccaggio, aggiornamenti normativi che nessuno ha tempo di studiare. Flash li riassume in punti pratici in pochi secondi.

Come iniziare, senza perdersi

Non serve installare nulla. Vai su gemini.google.com, accedi con un account Google e inizia a scrivere.

Trattalo come un collega sveglio che non conosce ancora il tuo contesto. Più gli spieghi chi sei e cosa ti serve, meglio risponde.

Esempio di prompt pratico

"Sono un operatore di magazzino. Ho bisogno di scrivere una segnalazione al responsabile su un errore di carico avvenuto stamattina. Ecco i dettagli: [scrivi i dettagli]."

Risultato: una segnalazione chiara, professionale, pronta in trenta secondi.

Gemini 2.0 Flash non ti sostituirà. Ma chi lo usa bene farà le stesse cose in meno tempo — e userà quel tempo per fare cose più importanti.

Prossimo passo

Ho iniziato così. Uno strumento alla volta, una sera alla volta. Se sei agli inizi, Gemini per Principianti è la guida pensata esattamente per chi parte da zero.

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Sebastiano Guglielmi lavora part-time in magazzino. Il pomeriggio studia e applica l'intelligenza artificiale. Sul blog condivide quello che funziona e quello che non funziona, senza fuffa.

maggio 10, 2026 ·

Come Gemini ha riscritto il mio modo di pianificare la settimana lavorativa

Come Gemini ha riscritto il mio modo di pianificare la settimana lavorativa
◈   Tool  ·  13 Maggio 2026  ·  7 min di lettura

Come Gemini ha riscritto
il mio modo di pianificare
la settimana lavorativa

Tool Gemini AI Produttività Protocollo NEXUS

Per anni ho gestito la mia settimana con un foglio A4 e la memoria. Funzionava abbastanza, finché non ho scoperto che Gemini poteva fare quello che io facevo in un’ora, in cinque minuti — e meglio.

01
Il problema

Il lunèdì mattina alle 5:45

Lavoro in logistica dal 2004. Ogni lunèdì mattina, ancora prima di timbrare il cartellino, mi ritrovavo a fare mentalmente la lista di tutto quello che avrei dovuto gestire nella settimana: i turni, le consegne, le riunioni, i fornitori da richiamare, lo studio serale, il blog da aggiornare. Una roba sola a tenerla in testa è fattibile. Cinque robe diverse, più il lavoro ordinario, diventano un caos silenzioso che ti consuma energia già prima di iniziare.

Non sto parlando di disorganizzazione. Sto parlando di carico cognitivo — quella cosa che ti fa finire una giornata di lavoro fisicamente e mentalmente svuotato, senza aver combinato quello che davvero volevi combinare.

La mia soluzione era un taccuino. Poi un’app di note. Poi un foglio Excel. Poi di nuovo il taccuino. Niente funzionava davvero, perché il problema non era lo strumento — era il processo.

02
La svolta

La prima volta che ho chiesto aiuto a una macchina

Era un domenica sera. Avevo in testa almeno dodici cose da fare quella settimana, più tre urgenze al lavoro e due capitoli da studiare. Ho aperto Gemini — non con grandi aspettative — e ho scritto tutto quello che mi girava in testa, in ordine sparso, senza punteggiatura.

Quello che ha fatto Gemini non era magia. Era semplicemente quello che avrei dovuto fare io — ma con la lucidezza che a fine domenica non ho più.

— Sebastiano Guglielmi

In due minuti avevo una settimana strutturata: priorità divise per contesto (lavoro / studio / blog), blocchi orari realistici, e tre cose che potevo tranquillamente spostare alla settimana dopo senza perdere niente di importante. Una chiarezza che di solito mi costa un’ora di riflessione.

03
Il metodo

Come lo faccio ogni domenica sera

Dopo qualche mese di tentativi, ho trovato un flusso che funziona. Non è complicato — è ripetibile, e questo è ciò che conta.

  • 01

    Scarico mentale grezzo. Scrivo tutto quello che ho in testa — lavoro, vita, blog, libri — in un messaggio unico a Gemini. Niente filtri, niente ordine. Come parlerei con me stesso.

  • 02

    Chiedo struttura. Gemini riorganizza per priorità e contesti: cose che posso fare solo io, cose che posso delegare o automatizzare, cose che non sono urgenti come pensavo.

  • 03

    Chiedo un piano realistico. Non un calendario perfetto — uno che tenga conto dei miei turni, della mia stanchezza serale, e del fatto che qualcosa andrà storto.

  • 04

    Salvo il risultato. Copio il piano in un documento semplice. Lunedi mattina lo rileggo. Venerdì sera lo confronto con quello che è successo davvero.

◈   Il prompt che uso ogni domenica

Non un prompt generico — uno adattato alla mia situazione reale. Puoi copiarlo e modificarlo con le tue variabili:

Sei il mio assistente di pianificazione settimanale. Ho i seguenti impegni e attività per questa settimana: [lista grezza di tutto quello che ho in testa] Turni di lavoro: [inserisci i tuoi] Ore disponibili per studio/blog: [sera, weekend] Obiettivo prioritario della settimana: [uno solo] Organizza queste attività in un piano settimanale realistico. Indica cosa fare ogni giorno, cosa può aspettare e cosa eliminare. Sii diretto, senza fronzoli.
04
I risultati

Cosa è cambiato concretamente

Non voglio esagerare, quindi ti dico solo i fatti. Negli ultimi quattro mesi in cui uso questo metodo ogni domenica:

  • Ho pubblicato più post rispetto ai quattro mesi precedenti, con meno stress e meno domeniche sera a fissare il cursore lampeggiante.

  • Ho smesso di portarmi il lavoro mentale in fabbrica. Quando arrivo, so già cosa devo fare. Il cervello non deve ricominciare da zero ogni mattina.

  • Ho scritto e pubblicato tre libri mantenendo un lavoro a tempo pieno. Non l’avrei fatto senza un sistema che mi aiutasse a trovare il tempo dove non pensavo di averlo.

L’IA non mi ha dato più ore. Mi ha aiutato a usare quelle che avevo già — meglio.

— Sebastiano Guglielmi
05
Per iniziare

Non serve essere esperti. Serve iniziare.

La cosa che mi veniva chiesta più spesso era: “Come faccio a iniziare con Gemini se non ho nessuna base tecnica?” Ho risposto a questa domanda nel mio primo libro — scritto proprio per chi parte da zero, senza gergo e senza presupposti.

Non è un manuale tecnico. È una guida pratica per chi, come me, ha poco tempo e vuole risultati concreti. In poche ore hai in mano uno strumento che molti già usano ogni giorno senza saperlo.

Gemini per Principianti
01  ·  Il punto di partenza Gemini per Principianti

La guida in italiano per chi parte da zero. Senza gergo tecnico, senza presupposti. Tutto quello che ti serve per iniziare davvero.

Voglio iniziare con Gemini  →
Sebastiano Guglielmi
Sebastiano Guglielmi Operaio · Autore · Studioso di IA · Vicenza

Dal 2004 lavoro come operaio addetto alla logistica. Nel tempo libero studio come l’Intelligenza Artificiale può automatizzare i processi delle piccole e medie imprese — e lo racconto qui, per chi viene dal lavoro vero.