Ti è mai capitato di aprire ChatGPT, scrivere quello che ti serve, e ricevere in cambio una risposta inutile? Una di quelle generiche, lunghe, che non c'entrano niente con il tuo problema?
A me sì, all'inizio. Tante volte. E ogni volta la conclusione era la stessa: "Questa roba non funziona. Non fa per uno come me."
Mi sbagliavo. Non era l'intelligenza artificiale a non funzionare. Ero io che la chiedevo male.
Il problema non è l'IA. È come gliela chiedi.
In magazzino ho imparato una cosa: se dai un'istruzione vaga a qualcuno, ottieni un lavoro fatto male. Non perché l'altro è incapace, ma perché non gli hai detto cosa ti serve davvero.
Con l'intelligenza artificiale è identico. Lei non legge nel pensiero. Se le scrivi due parole buttate lì, ti risponde con due parole buttate lì. Se invece le spieghi chi deve essere, qual è la situazione, cosa deve fare e cosa vuoi ottenere, cambia tutto.
Non è magia. È metodo. Lo stesso metodo che usi quando spieghi un lavoro a un collega nuovo: gli dici il contesto, l'obiettivo, i limiti. E lui lo fa bene.
Ruolo (chi deve essere l'IA) + Contesto (la situazione) + Problema (cosa fare) + Obiettivo (cosa vuoi) + Vincoli (i limiti da rispettare).
Sembra complicato scritto così, ma non lo è. Il difficile è ricordarsi ogni volta tutti i pezzi, e metterli in ordine. Per questo ho deciso di costruire uno strumento che lo fa al posto tuo.
Uno strumento, non una teoria
Qui sotto trovi il Costruttore di prompt. Funziona così: compili i campi con le tue parole — il tuo problema, il tuo lavoro, il tuo obiettivo — e lui ti monta un prompt ordinato, pronto da copiare e incollare in ChatGPT, Gemini o Claude.
Non serve essere informatici. Non serve registrarsi. Non costa niente. Lo compili, copi il risultato, e lo incolli dove vuoi. Provalo adesso, con un problema vero che hai sul lavoro.
Costruttore di prompt
Da dove nasce questo strumento
Non l'ho costruito a tavolino. L'ho costruito perché è il modo in cui lavoro davvero. Ogni volta che devo risolvere qualcosa con l'IA — un'email difficile, una formula di Excel, un testo da sistemare — parto sempre dalle stesse domande: chi deve essere, cosa serve, qual è il limite.
Ho solo messo quelle domande dentro uno strumento, così non te le devi ricordare tu. La fatica l'ho fatta una volta io, e adesso la usi tu in trenta secondi.
Se preferisci partire da esempi concreti, ho preparato un PDF gratuito con 20 prompt testati sul campo, divisi per area di lavoro. Iscriviti alla newsletter e te lo mando subito via email.
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L'intelligenza artificiale non è roba per altri. È uno strumento, come una chiave inglese o un transpallet. La differenza la fa solo una cosa: imparare a usarla bene. E si comincia chiedendo nel modo giusto.
Provalo. Poi dimmi com'è andata.
Sebastiano Guglielmi — operaio e divulgatore IA