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Crea con l'IA da zero: prompt giusti

IA PRATICA Crea con l'IA: cosa puoi fare partendo da zero Non serve sapere programmare. Serve sapere cosa scrivere. Sebastiano Guglielmi · IA dal lavoro vero

Il problema non è trovare gli strumenti IA. Sono ovunque, gratis, a un click. Il problema è sapere cosa scrivergli per ottenere qualcosa che valga davvero.

Quante volte hai aperto ChatGPT, Gemini o Claude, scritto due righe veloci, e ottenuto una risposta piatta, generica, che potrebbe averla scritta chiunque, tranne te? Non è colpa dello strumento. È il prompt che gli hai dato.

Negli ultimi mesi ho messo a punto una struttura fissa che uso ogni volta che devo chiedere all'IA qualcosa che conta davvero, non una battuta buttata lì, ma un testo che userò per il mio lavoro, per il brand, per i miei libri. L'ho raccolta in un manuale, ma te ne regalo il cuore qui, gratis, perché è la cosa più utile che posso darti per iniziare oggi, da zero.

La chiamo il Mega-Prompt. Si costruisce in sei blocchi.

I sei blocchi del Mega-Prompt

01

Ruolo. Chi deve essere l'IA. "Sei un copywriter con 10 anni di esperienza" cambia tutto rispetto a una domanda buttata lì senza contesto.

02

Task. Cosa deve fare, esattamente. Non "scrivimi qualcosa su X", ma "scrivi un post LinkedIn di 150 parole su X".

03

Contesto. Per chi scrivi e perché. Il pubblico, la piattaforma, l'obiettivo finale del testo.

04

Esempi. Se hai un tuo stile, mostraglielo. L'IA copia uno stile meglio di quanto lo inventi da sola.

05

Regole. Cosa l'IA NON deve fare. Parole da evitare, lunghezza massima, niente toni da venditore.

06

Formato. Come vuoi il risultato. Paragrafi corti, punti elenco, una domanda finale.

Un esempio vero, blocco per blocco

Uso questo schema per quasi tutto quello che pubblico. Ecco il prompt che ho costruito, con questa stessa struttura, per scrivere uno dei post LinkedIn che ha funzionato meglio nelle ultime settimane.

Ruolo: Sei un ghostwriter LinkedIn specializzato in storie di persone comuni.

Task: Scrivi un post LinkedIn di massimo 150 parole sul giorno in cui ho lanciato un piccolo strumento gratuito costruito con l'IA, senza saper programmare.

Contesto: Il pubblico sono lavoratori e piccoli imprenditori del Veneto, non tecnici. L'obiettivo è far capire che l'IA è alla portata di chiunque.

Esempi: [qui ho incollato due miei post precedenti, per il tono]

Regole: Niente parole come "rivoluzionario" o "game changer". Frasi corte. Niente emoji.

Formato: Prima riga che ferma lo scroll. Spazio bianco tra le idee. Domanda finale.

Lo stesso identico schema funziona per un'email importante, una caption Instagram, un piano editoriale del mese, o il primo capitolo di un libro. Cambiano i contenuti dei sei blocchi, non la struttura.

Una cosa che quasi nessuno ti dice

I testi generati dall'IA, allo stato attuale, non sono protetti da copyright. Se li pubblichi tali e quali, chiunque può copiarli senza che tu possa farci niente. Per renderli davvero tuoi devi metterci sopra la tua impronta: cambiare frasi, aggiungere la tua esperienza, le tue parole. È quello che faccio sempre, prima di pubblicare qualsiasi cosa che è passata da un prompt.

L'IA non sostituisce il lavoro di scrivere. Lo moltiplica. Ma l'ultima parola, e l'ultima modifica, deve restare sempre tua.

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Sebastiano Guglielmi
Sebastiano Guglielmi

Operaio di mattina. Autore e divulgatore IA di pomeriggio.