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L'IA toglie lavoro o lo cambia?

Come cambia il lavoro con l'intelligenza artificiale

Non sostituzione, ma cambio di mansioni

Sento spesso ripetere la frase "l'intelligenza artificiale sostituirà i lavoratori", detta con un tono definitivo che non tiene conto di come funzionano davvero i cambiamenti tecnologici. Quello che succede, storicamente, con ogni tecnologia che automatizza una parte di un lavoro, non è quasi mai la sparizione completa di quel lavoro, ma un cambiamento nelle mansioni che lo compongono.

Cosa cambia davvero, cosa resta uguale

Nel lavoro d'ufficio cambiano soprattutto i compiti ripetitivi legati alla scrittura e alla sintesi di documenti. Nel lavoro manuale, quello che conosco meglio, il cambiamento è più indiretto ma comunque reale. L'intelligenza artificiale non solleva pallet, non guida un muletto, non sistema fisicamente un magazzino. Ma cambia il modo in cui si gestisce la parte documentale che affianca il lavoro fisico: bolle di consegna, comunicazioni con i fornitori, organizzazione degli ordini.

Non è la prima volta che succede

Quando i computer entrarono negli uffici, la dattilografia come professione scomparve quasi del tutto. Quando i macchinari a controllo numerico arrivarono nelle fabbriche, il lavoro dell'operaio specializzato cambiò da esecuzione manuale diretta a supervisione. In tutti questi casi il lavoro non sparì: cambiò forma, spostando il valore verso le attività che la nuova tecnologia non riusciva a svolgere.

Il rischio vero, senza allarmismo

Il rischio concreto non è "la macchina che ruba il lavoro". È restare fermi, mentre il proprio settore cambia intorno a chi non si muove. Non è teoria: in questi giorni sto seguendo un corso sull'Industria 4.0 sul portale della Regione Toscana, un modulo al giorno, proprio per non restare io stesso fermo.

Un limite onesto da riconoscere

Il consiglio di aggiornarsi con costanza funziona bene per chi ha già le condizioni di base per poterlo fare: un minimo di tempo libero, una connessione stabile, la possibilità di sostenere eventuali costi. Non tutti partono dalle stesse condizioni, ed è disonesto far finta che l'aggiornamento sia solo una responsabilità individuale, slegata dal contesto in cui ciascuno si trova.

Due parti della stessa giornata

Ogni mattina lavoro in magazzino, tra pallet e documenti di carico. Nel resto della giornata studio e scrivo di intelligenza artificiale. Queste due parti della mia vita non sono in conflitto, e non rappresentano un "prima" e un "dopo". Sono entrambe attuali, nello stesso momento, nella stessa giornata. Capire l'IA non significa dover abbandonare il proprio lavoro manuale per reinventarsi in qualcosa di completamente diverso.

Questo è un assaggio del capitolo 13 del mio libro, "IA dal lavoro vero. Non è magia, è un attrezzo".

Se vuoi leggere i primi due capitoli in anteprima, lascia la tua mail qui sotto. Da lì entri anche in "Dopo il magazzino", la newsletter dove racconto i numeri veri, gli errori e gli strumenti che provo.

Sebastiano Guglielmi
Sebastiano Guglielmi

Lavoro in magazzino. Il resto del tempo scrivo di intelligenza artificiale per chi lavora con le mani.